Psicologa Psicoterapeuta Simona Errico 

Specializzazione quadriennale in psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Lo Psicoterapeuta, nei suoi interventi professionali,

è tenuto a promuovere il benessere psicologico.

Genitori attenzione a non educare con troppi "Si fa così perchè è giusto!"

I bambini abituati a questa modalità rischiano di non saper più distinguere il loro punto di vista dalle aspettative altrui e di essere tiranneggiati dal senso di colpa, ovvero da una visione inadeguata e svalutante di sé, che si attiva nel momento in cui non si rispettano gli standard imposti dal contesto familiare.

Il tema del controllo psicologico come strategia genitoriale è stato oggetto di interessanti e recenti studi. E’ una strategia educativa finalizzata a indurre il figlio al raggiungimento di particolari risultati, spesso attraverso modalità intrusive e iperprotettive (Grolnick et al., 2002).

Quando i genitori utilizzano modalità controllanti, vengono meno le caratteristiche supportive in grado di sviluppare il senso di indipendenza nel bambino, che gli permette di esplorare da solo l’ambiente e di prendere decisioni in autonomia (Patrizi et al., 2010). (R.Piron)

Secondo Schoppe-Sullivan la qualità della relazione rielaborata dai coniugi nella gestione delle funzioni genitoriali, ovvero la relazione coparentale, può influenzare le qualità della relazione coniugale.

I bambini reprimono gran parte delle loro emozioni per adattarsi alle condizioni dell’ambiente familiare. Cominciano col trattenere le espressioni di paura, rabbia, tristezza e di gioia perché pensano che i loro genitori non siano in grado di confrontarsi con questi sentimenti. Di conseguenza diventano sottomessi o ribelli; né l’uno né l’altro di questi due atteggiamenti rappresenta una espressione genuina di sentimento. La ribellione è spesso la copertura di un bisogno, mentre la sottomissione è spesso la negazione della rabbia e della paura.

I sentimenti sorgono come impulsi o movimenti spontanei dal centro vitale dell’individuo. Per reprimere un sentimento bisogna smorzare e limitare la vitalità e motilità del corpo. Così lo sforzo per reprimere un sentimento diminuisce necessariamente tutto il sentire...

I sentimenti sono la vita del corpo così come i pensieri sono la vita della mente.

Lowen

La pratica del cosleeping se protratta oltre i primi mesi di vita può diventare un fattore di rischio per lo sviluppo psicologico del piccolo. Imparare a dormire in un proprio spazio, consente al bambino di sentirsi capace non solo di fusione e simbiosi con la mamma, ma anche di autonomia.

Immaginiamo un bambino che teme che la madre non gli voglia abbastanza bene e che, per rassicurarsi, ne ricerchi la vicinanza. Immaginiamo che la madre reagisca maltrattandolo. Il bambini si sentirà ancora meno amato, o addirittura odiato, e dunque aumenterà il danno, inteso come mancanza di affetto, di cui si sente vittima. Immaginiamo che successivamente la madre cerchi di convincerlo del proprio affetto. Il bambino in questo casi tenderà a mantenere la credenza negativa (mamma non mi vuole bene) tanto più quanto più grave è la delusione cui teme di andare incontro se si fida erroneamente delle dichiarazioni materne.(Mancini, Gangemi)

L'errore fa parte dell'apprendimento.

"Non importa,

prova ancora.

Sbaglia di nuovo.

Sbaglia meglio”.


Samuel Beckett

Un amore contingente insegna al figlio ad apprezzare solo il proprio successo e non se stesso. Il bambino capisce di essere amato solo se fa bene le cose, e ritiene che esprimere un problema o un sentimento spiacevole equivale a non essere amato. (Weeks)

Il bambino che capisce di essere amato solo se fa bene le cose da adulto preferirà non parlare al partner dei propri limiti e si aspetterà che anche l'altro faccia altrettanto.


L'assunto di base di queste persone è il seguente: se tu sapessi veramente come sono, non mi ameresti più, perchè io stesso non mi amo.

Deborah Plummer ritiene che l’autostima sia l’elemento di fondamentale importanza nella costruzione e nel mantenimento del benessere personale e non dipende dalla riuscita in sé o dall’ottenere buoni risultati, ma scaturisce dalla presenza di valore personale che consente di affrontare sia i fallimenti che i successi. È legata al sentirsi degni d’amore e al sentirsi capaci a prescindere dalla qualità dei risultati.

L’apprendimento che si determina durante la formazione assertiva è di tipo “ricorsivo”, secondo un processo circolare, in cui l’esperienza viene tradotta in concetti, a loro volta impiegati come guida nella scelta di nuove esperienze.

La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l’accenda. (Plutarco)